relazioni in quarantena

Questo periodo di isolamento forzato ha tirato fuori le nostre paure più recondite, mettendoci anche in situazioni oltre al limite della nostra immaginazione. Ognuno di noi ha vissuto e sta vivendo questo periodo in maniera differente. C'è chi ha tratto vantaggio del tempo e dello spazio e si è ricreato o riscoperto o chi è perito. In questo prima intervista vorrei analizzare insieme alla dottoressa Cristina Minotti le problematiche relazionali, ovviamente relativa alla coppia in tutte le sue sfumature.

Spero vi possa servire come spunto o come aiuto. Intanto vi auguro buona lettura.


Ciao Cristina, per me averti a “casa mia” è sempre una gioia, è come se invitassi una amica per un caffè. Poi, parlare di questi argomenti intimi e delicati con te è fantastico perché nonostante la precisione e la professionalità che metti in ogni tua risposta rendi un argomento “pesante” leggero.

Ma andiamo al punto perché ho molte domande per te.

Prima di iniziare vorrei che ci spiegassi cosa vuol dire essere psicologa dello sviluppo e dell’educazione?


Ciao Valentina e grazie per avermi invitata. Io mi occupo dell’evoluzione e dello sviluppo del comportamento umano dall’infanzia fino all’invecchiamento. Lavoro sugli aspetti della

crescita e della maturazione della persona umana seguendo con interesse la dimensione

educativa e dell’apprendimento.

Mi occupo anche dei cambiamenti dell’essere umano a livello relazionale, emotivo e

cognitivo.


Ecco perché ho interpellato proprio te, perché hai una visione dell’individuo nelle sue diverse fasi partendo dal bambino, passando dall’adulto e le sue relazioni fino alla maturità della vita.

Il mio primo pensiero va alle coppie che da mesi non si vedono perché non abbastanza adulte per convivere o sposarsi ma con relazioni stabili alle spalle. In più alcuni di loro si ritrovano a vivere con i loro genitori nonostante l’età. Cosa possiamo dire a queste persone che stanno vivendo questa doppia complessa situazione?


È una prova complessa, anche a livello individuale parliamo di un giovane adulto che aveva un’indipendenza anche se viveva con la sua famiglia. Fuori dal nucleo familiare aveva un ruolo ben definito fatto di amici, amori, abitudini e ora si ritrova a vivere con i genitori 24 ore al giorno ed è come tornare alla sua adolescenza.

Pensando all’aspetto relazionale oramai sono 2 mesi che vive senza il/la proprio/a

compagno/a e questo può scatenare processi mentali complicati.

Il rapporto da fisico si è trasformato in virtuale e mentale, adesso passa tutto attraverso

pensieri, ci si pongono domande come: “perché non mi ha risposto” o “cosa starà pensando”. La mente in questa occasione accende i meccanismi mentali più nascosti.


A proposito di meccanismi mentali, non posso non pensare ai matrimoni rinviati.

Se ripenso al mio, mi ricordo tutta l’ansia e l’eccitazione dei giorni precedenti ed ora immagino questi ragazzi, che dovevano unirsi nel primo passo importante insieme e si ritrovano non solo un sogno infranto ma anche tutte le problematiche connesse (ristorante, viaggio di nozze, partecipazioni, ecc.), in aggiunte il peso del momento e le paranoie sul perché proprio a me.


Brava, il rischio è entrare nel vortice negativo.

Inizi a pesare i costi del più bel progetto della tua vita, rinviato; praticamente è come se ti

spostassero un pezzo della tua esistenza a data da destinarsi e tu rimani lì inerme facendoti trasportare dagli eventi senza averne più il controllo.

A questo punto si hanno due possibilità: o incastrarci nel rimuginare e farci possedere dai

pensieri negativi oppure sostare e vivere le emozioni, senza scappare ma analizzandole.

Dobbiamo chiederci “Cosa mi fa stare male? Il progetto slittato o il mio progetto d’amore?”.È importante guardare il nostro stato interiore.

Bisogna studiarlo e comprendere perché fuggire è solo una trappola.

Questa situazione aumenta il nostro bisogno di essere tolleranti e flessibili con il mondo e

noi stessi. Questa prova è da prendere come occasione per ripensare a noi e ai nostri progetti perché noi siamo abituati a prendere tutto di corsa, in questo periodo possiamo pensare fino in fondo cosa vogliamo e come. È un’opportunità. In questo momento tutto il mondo è in pausa e possiamo decidere con calma cosa fare.

Senza fretta possiamo guardarci dentro e chiederci davvero cosa vogliamo.


Senti Cristina, anche io ora, come tutti, sono a casa con mio marito e mio figlio e mi rendo conto che il nostro modo di educare è simile, anche se ho notato alcuni atteggiamenti che prima ignoravo dato il poco tempo e concentrato che passavamo tutti e 3 insieme.

Ma se invece una coppia scopre che il sistema educativo dell’altro genitore è

completamente differente come si può comportare?

Una consapevolezza tale può generare screzi che possono addirittura trasformarsi in rotture, come placare questo vortice?


Qui si accende la fiamma per le discussioni.

Prima: vita frenetica con ritmi e ruoli definiti e alcune cose passavano inosservate ovviamente.

I due metodi diversi non si incontravano perché ognuno aveva il proprio spazio.

Ora le routine sono insieme in un unico blocco, la mamma vede l’educazione del bambino e a reazione in modo differente e viceversa. Questo accende gli animi e i pensieri.

Una coppia che si accorge di questa discordanza dovrebbe parlarne e cercare di capire la giusta idea comunicativa. Prendo quello che sto vivendo e lo analizzo.

Senza accusare gli altri ovviamente e eliminando frasi come “Tu sbagli o non fare così”.

Lo scontro si riflette sul bambino, come percezione emotiva. Il bimbo è senza filtri, gli arrivano le emozioni in maniere più semplice.

Bisogna proteggerlo senza buttare tutto sotto il tappeto.

Un po’ l’errore della vita di prima.

Ora siamo costretti ad affrontare e risolvere qualora ci sia la volontà.

Molti sono preoccupati dei bimbi che non escono ma la vera problematica è rimanere a casa tra i silenzi o le urla.


Questo argomento mi tocca molto, sono convinta che i bambini non hanno bisogno di mille giochi se hanno la felicità a portata di mano e noi genitori abbiamo il dovere di farli vivere la giusta spensieratezza ora perché avranno tempo di stare male ma ora sarebbe ingiusto.

Ovviamente non tutti possono ragionare in alcune situazione e ora costretti a casa, sembra che il volume delle emozioni si sia alzato di 3 toni. Come si può comportare una coppia che ha deciso di separarsi in questo momento che non può staccarsi?


Ogni storia ha i suoi meccanismi, la matrice comune della lite è la capacità di placare il

nostro istinto, noi siamo animali sociali evoluti. Dobbiamo ricordarcelo.

Quando lasciamo andare l’istinto può essere nocivo e ci può portare a delle decisioni

irreversibili come alle rotture: le separazioni e il divorzio.

Un percorso costruttivo prevede il placare il nostro istinto: comunico con me stesso, vado in

bagno e mi calmo e poi torno e parliamo.


Ma se mentre io cerco di calmarmi lui o lei mi continua ad urlare contro?


Liberare un pochino le nostre sensazioni va bene, ma dopo lo sfogo dalla frustrazione c’è

bisogno del confronto. Riparlarne dopo. Questa dovrebbe essere la modalità costruttiva.

Un trucco che funziona anche con i bambini è fare una foto della situazione ovvero

descrivere la situazione che si sta vivendo e spiegare che si torna dopo a parlare perché ora

si è agitati ma dopo saremo più calmi. La rabbia ci rende ciechi.

Questa foto scuote gli animi, fa riflettere e obbliga adulti e bambini a capire il momento.


C’è una cosa che vorrei aggiungere e se sbaglio Cristina correggimi sei tu l’esperta.

Un errore comune che si fa è passare il fardello delle liti ai bambini. Ad esempio chiedendo chi ha ragione o a che genitore si è più affezionati.

I bambini non devono entrare in queste liti perché non hanno un genitore preferito, loro li amano entrambi in modo diverso.

E se per gli adulti la lite finisce qui per loro può essere devastante.

Oppure quando il bambino fa i capricci e i genitori litigano per questo motivo a conclusione si dice a lui che se hanno discusso e solo colpa sua.

Non è corretto, il senso di colpa rimane, la lite si dimentica.


Data la tua esperienza quando si innesca un circolo vizioso del genere è utile cercare un “arbitro” cioè uno psicologo relazionare che ci faccia ragionare?


Se hai le risorse emotive ci puoi arrivare altrimenti potresti avere bisogno di un esperto,

perché quando siamo immersi in una situazione non riusciamo a vedere la realtà.

Anche io stessa quando andavo in terapia (per noi è consigliabile) riesco a scoprire cose che da sola non riuscivo a vedere. A volte si ha bisogno di una guida esterna che ci fa unire i puntini e ci fa vedere con chiarezza la situazione.

Ci sono dei periodi che hanno bisogno di stare, come la chiamo io, in zona grigia e per

alcune personalità e difficile. Ci sono persone che vogliono tutto e subito ma per delle

situazioni specifiche ci vuole pazienza. Bisogna aspettare, capire il progetto di coppia.

Ricordarci cosa ci ha unito. Svanite le farfalle rimane il piano originale.

L’amore va costruito con il tempo perché il cosiddetto “amore maturo” è celebrale.


Ultima domanda Cristina, invece chi è da solo come si deve comportare?

Deve essere pesante non avere nessuno da toccare o con cui parlare se non virtualmente per 2 mesi.


Si esatto, bisogna assolutamente costruire una routine nuova perché ci rende vivi e ci dà la consapevolezza di esistere. Non in modo rigido per non cadere nel senso di colpa.

Sgarrare fa bene, bisogna prendersi il giusto tempo. Dobbiamo essere clementi con noi

stessi e con le nostre emozioni. E queste dobbiamo viverle non dobbiamo far finta di nulla.


Molti utilizzano il pensiero positivo in modo errato. Nel senso se mi cade una mattonella in testa non devo far finta che non sia successo nulla anzi posso urlare e arrabbiarmi ma poi lasciare li l’accaduto e andare avanti.


Esatto il positivo è cosa posso fare per non soccombere.

È un aspetto costruttivo, costruisci non demolisci.


Grazie Mille!

La dottoressa Cristina Minotti la potete ascoltare giornalmente su Instagram (cristinaminotti_) o leggere attraverso il suo blog www.cristinaminotti.it .

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